“La disinformazione sulla celiachia può creare confusione e rischi” avverte Rossella Valmarana, Presidente di AIC – Associazione Italiana Celiachia. Per questo è bene ricordare che molte frasi che leggiamo spesso o informazioni di chi parla “per sentito dire” sono false ed è bene fare chiarezza.
La celiachia, ad esempio, non è un’allergia al grano e non è una condizione temporanea. L’allergia al grano (frumento) è una condizione differente, coinvolge meccanismi immunitari diversi, è scatenata da un complesso di molecole del grano diverse dal glutine e comporta reazioni molto differenti, incluse eruzione cutanea e shock anafilattico.
La Malattia Celiaca o Celiachia è una infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti; è caratterizzata da un quadro clinico molto variabile che va dalla diarrea profusa con marcato dimagrimento, a sintomi extra-intestinali, alla associazione con altre malattie autoimmuni. La diagnosi si effettua con analisi del sangue di specifici anticorpi e biopsia dell’intestino tenue; gli accertamenti diagnostici devono essere eseguiti in corso di dieta comprendente il glutine. L’unica terapia disponibile al momento per la celiachia è la dieta senza glutine e va eseguita per tutta la vita. Secondo i dati del Ministero della Salute in Italia (Relazione annuale al Parlamento anno 2024) sono 279.512 i pazienti diagnosticati con un rapporto maschi:femmine pari a 1:2; si stima che la celiachia riguardi l’1% della popolazione italiana, il che porta a ipotizzare circa 600.000 persone celiache di cui oltre 300.000 ancora non diagnosticate.
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