In Italia, nei reparti di chirurgia plastica, fino a un intervento su sette di revisione o correzione serve a riparare i danni subiti da chi si opera in Paesi stranieri. È l’allarme dei medici dell’Aicpe, Associazione italiana di chirurgia plastica estetica, che esprimono “preoccupazione per le complicanze correlate al fenomeno del turismo sanitario” per cui sempre più connazionali sono spinti a sottoporsi a interventi di bellezza fuori Italia. Secondo gli esperti, quindi, l’esodo va affrontato e gestito.
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