Tumore ovarico, prevenzione e consapevolezza

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Il fumo resta la principale causa di morte evitabile nel nostro Paese. Ogni anno in Italia sono circa 93.000 i decessi riconducibili al consumo di tabacco, responsabile di circa il 27% di tutte le diagnosi oncologiche. Numeri che spiegano perché il mondo scientifico abbia deciso di mobilitarsi con forza. È in questo contesto che nasce la campagna “5 euro contro il fumo”, una proposta di legge di iniziativa popolare che punta ad aumentare di 5 euro il prezzo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina, comprese sigarette elettroniche e tabacco riscaldato. A promuoverla sono AIOM, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro, Fondazione Umberto Veronesi e Fondazione AIOM. Non è la prima volta che ne parliamo ad Health, torniamo a farlo perché resta da compiere l’ultimo miglio.

 

L’obiettivo è raccogliere 50.000 firme per portare la proposta in Parlamento. A oggi ne sono state raccolte oltre 38.000: ne mancano circa 12.000 per raggiungere il traguardo. “Il fumo è il più potente fattore di rischio oncologico modificabile” – ha spiegato Massimo Di Maio, Presidente di AIOM – aumentare in modo significativo il prezzo delle sigarette è la strategia più efficace per ridurre il numero di fumatori, soprattutto tra i giovani. I dati internazionali lo dimostrano chiaramente”. Una misura che non ha solo un impatto sanitario, ma anche economico. “Le patologie fumo-correlate generano costi enormi per il Servizio Sanitario Nazionale” – ha ricordato Francesco Perrone, Presidente di Fondazione AIOM – ridurre il consumo significa salvare vite e liberare risorse da reinvestire nella cura”. Firmare è possibile online, attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, utilizzando lo SPID o la CIE. Un gesto semplice, che può avere un effetto concreto sulla salute collettiva.

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