Health, il virus HIV: perché la sfida non è finita

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L’HIV è ancora una delle più grandi sfide sanitarie globali. E lo è da quarant’anni. Secondo l’OMS, oltre 40 milioni di persone nel mondo vivono con il virus, mentre in Italia si stimano circa 150.000 persone sieropositive, di cui 8-10 mila non sanno di esserlo. Nel 2024 le nuove diagnosi sono state 2.379, in aumento rispetto all’anno precedente. Il dato più allarmante? Il 60% scopre l’infezione tardi, quando è già in fase avanzata o è già ammalato di AIDS, la malattia mortale che il virus provoca in chi si infetta.

Il virus non fa più paura, ma circola

Oggi l’HIV non è più sinonimo di morte: grazie alla terapia antiretrovirale (ART), chi riceve una diagnosi tempestiva e segue il trattamento può avere un’aspettativa di vita paragonabile a quella di chi non ha HIV. Ma questa conquista ha un effetto collaterale: la percezione del rischio è crollata. Molti pensano che il problema sia superato e così non si proteggono, non fanno test, trasmettono il virus senza saperlo. Di questo abbiamo parlato approfonditamente con la Prof.ssa Antonella Castagna – Professore Ordinario Università Vita Salute San Raffaele-Direttore Clinica di Malattie Infettive IRCCS San Raffaele. Il risultato? L’infezione continua a diffondersi, soprattutto tra eterosessuali e giovani tra i 30 e i 39 anni, con un preoccupante aumento tra le donne. (SISTEMA SALUTE, IL NUOVO APPUNTAMENTO DI SKY TG24)

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