Giornata mondiale autismo, disturbi spettro per 1 bimbo su 77. Diagnosi in aumento

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Negli ultimi anni si è registrato in Italia “un aumento significativo delle diagnosi di disturbo dello spettro autistico (Asd), in linea con quanto osservato a livello internazionale”. Secondo i dati più recenti dell’Istituto superiore di Sanità, la prevalenza stimata si attesta intorno a 1 bambino su 77, con una maggiore incidenza nei maschi rispetto alle femmine, e riguarda circa 500 mila persone. È il quadro tracciato dalla Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (Sinpia) e dall’ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma in vista della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, che si celebra il 2 aprile. 

Più strumenti per intercettare i casi

“Questo incremento non va interpretato esclusivamente come un aumento reale dei casi”, spiega Elisa Fazzi, presidente Sinpia e membro corrispondente straniero dell’Accademia Francese di Medicina, “ma piuttosto come il risultato di diversi fattori, che comprendono l’ampliamento dei criteri diagnostici, la maggiore consapevolezza e il miglioramento degli strumenti di screening e diagnosi precoce. La crescita delle diagnosi rappresenta anche un segnale positivo, perché indica una maggiore capacità di intercettare precocemente i bisogni dei bambini e delle loro famiglie”, prosegue Fazzi. “Tuttavia, il trend mette sotto pressione il sistema dei servizi e rende ancora più urgente garantire risposte adeguate e tempestive su tutto il territorio nazionale fornendo ai servizi le risorse necessarie”. 

In Italia le diagnosi attorno ai tre anni

“Un elemento rilevante riguarda l’età della diagnosi: negli ultimi anni in Italia ha subito una rilevante anticipazione e l’autismo viene accertato intorno ai tre anni, mentre i dati della letteratura internazionale riportano un’età media di 49 mesi – rilevano gli esperti Sinpia e Bambino Gesù – Le evidenze scientifiche confermano che, ancora prima della diagnosi, l’individuazione precoce dei segni di rischio rappresenta un passaggio cruciale: riconoscere tempestivamente indicatori di sviluppo atipico consente di avviare interventi precoci in grado di incidere significativamente sulle traiettorie evolutive e di orientare meglio il percorso diagnostico”. Permangono tuttavia forti disomogeneità regionali nell’accesso ai servizi, nei tempi di attesa e nella presa in carico multidisciplinare anche per la carenza di risorse di personale e strutturali che da tempo la Sinpia sottolinea. In alcune aree del Paese le famiglie incontrano ancora difficoltà rilevanti nell’ottenere una valutazione tempestiva e percorsi continuativi. 

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