“Da mamma di un bambino di tre anni e mezzo mi chiedevo come avrei fatto a spiegare ad Andrea che avevano un tumore, che avrebbe dovuto fare la chemio, che avrebbe perso i capelli. Il supporto psicologico è stato importante per me per capire come parlare di queste cose a un bambino di tre anni e mezzo. È stato importante per Andrea perché ha vissuto tutte quelle fasi come la caduta dei capelli, lo stare male, i ricoveri prolungati, perché per un bambino malato oncologico i ricoveri sono lunghi”.
Quando si conosce una persona come Sara ci si chiede quante volte deve aver pianto di nascosto, senza farsi vedere da Andrea o da suo figlio maggiore. Ascoltando la sua storia si capisce che solo tanto coraggio e un amore smisurato per la sua famiglia le hanno permesso di alzarsi ogni giorno dal letto.
“Nel 2016 mio figlio aveva tre anni e mezzo – racconta commossa – una mattina si è svegliato con una palpebra gonfia. Non aveva dolore, non aveva male. Qualcosa, però, nella testa di una mamma a volte scatta e ho deciso di andare dalla pediatra, poi di tornare dall’oculista e alla fine mi sono presentata al pronto soccorso oculistico del San Matteo di Pavia. Lì mi hanno invitato a tornare la mattina seguente con la valigia ed è allora che è iniziato tutto il nostro percorso. Un percorso che stava andando bene, finché nel febbraio 2018 il tumore è tornato. Non era operabile, abbiamo provato a fare una chemio più aggressiva e una radioterapia mirata. E anche allora le cose sembravano andare bene: ogni tre mesi i controlli oncologici e tutto andava nel verso giusto, fino a quando a febbraio 2020, pochi giorni dopo l’arrivo del Covid, il tumore è tornato per la terza volta e lì è stato ancora più pesante. Intanto perché era la terza volta, poi perché abbiamo sempre fatto tutto come si deve e uno spera per i propri figli ogni bene. E invece ci si rende conto di non essere in grado di proteggerli”.
La psiconcologia si propone di assicurare un supporto psicologico e psicoterapeutico competente e adeguato a chi affronta o ha affrontato una malattia. Un tema questo che ritroviamo anche nel Piano Oncologico nazionale, il documento di pianificazione per la prevenzione e il contrasto del cancro adottato a gennaio di quest’anno.
Nonostante, però, l’importanza della psico-oncologia, in Italia questo servizio viene garantito solo a un paziente su cinque, dati evidenziati dalla prof.ssa Gabriella Pravettoni, Presidente del XXIV Congresso mondiale di Psiconcologia. La maggior parte dei malati di cancro è costretta a trovare da sola una soluzione.
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