Negli ultimi decenni, il trattamento dell’Hiv ha compiuto enormi progressi. Se negli anni ’90 i pazienti dovevano prendere diverse pillole al giorno a orari precisi per controllare l’infezione, oggi, la situazione è completamente diversa. Sono, infatti, a disposizione terapie antiretrovirali tradizionali che richiedono una sola somministrazione giornaliera, e che hanno reso l’Hiv un’infezione cronica, con la corretta assunzione, che rende il virus non rilevabile nel sangue. Inoltre, da un paio di anni esistono farmaci long-acting che offrono protezione per diversi mesi, garantendo un miglioramento della qualità di vita e dell’aderenza terapeutica delle persone con infezione da Hiv. Farmaci che promettono di essere presto disponibili per la stragrande maggioranza delle persone con Hiv, grazie a nuove combinazioni in fase di test. Le ultime novità in merito verranno presentate in occasione della 16esima edizione del congresso Icar (Italian Conference on Aids and Antiviral Research), che si terrà a Roma presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore dal 19 al 21 giugno.
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