Si avvicina il 28 settembre, Giornata internazionale per l’aborto libero e sicuro. E Medici del Mondo, rete internazionale impegnata a garantire l’accesso alla salute, torna ad accendere i riflettori sul tema con la campagna “The Unheard Voice”, per mettere in luce la diffusa violenza psicologica cui sono sottoposte molte delle 63 mila donne che ogni anno in Italia vogliono interrompere la gravidanza. Lo fa facendo ascoltare per la prima volta cosa realmente accade nelle strutture sanitarie, in cui la voce delle donne viene spenta per far sentire loro il “battito fetale” o le parole violente di chi vuole negare il diritto all’aborto. E denuncia come la politica stia istituzionalizzando le barriere all’accesso all’aborto, trasformandole in vere e proprie politiche di deterrenza, e come queste abbiano una forte ripercussione sulla salute mentale delle persone che vogliono abortire.
L’installazione e le testimonianze
La presentazione si è svolta oggi a Roma, con Elisa Visconti, Direttrice di Medici del Mondo Italia, la comica Laura Formenti, confermata ambasciatrice della campagna, la psicoterapeuta e attivista Federica di Martino, la musicista e producer Linda Feki, altre associazioni che si battono per il diritto all’aborto, nonché diverse personalità politiche. Per l’occasione, grazie a un’esperienza sonora immersiva all’interno di una speciale installazione – una teca trasparente con un piccolo ambulatorio ginecologico –, sono state riprodotte alcune delle frasi realmente pronunciate dal personale sanitario, come “Doveva pensarci prima!”, “Ti sei divertita, ora paghi”, “Deve sentire il battito del feto, è fondamentale!”, “Siamo donne, dobbiamo soffrire”. Si tratta di testimonianze reali di donne che, a fronte del proprio diritto di richiedere un’interruzione volontaria di gravidanza, hanno subito abusi e violenze inaccettabili, da Nord a Sud della Penisola.
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