Alzheimer, sì dall’Ema a nuovo farmaco ma solo per una categoria di pazienti

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Cambio di passo dell’Agenzia europea per il farmaco sulla terapia anti-Alzheimer: il Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Ema, dopo aver riesaminato il suo parere iniziale, ha dato il via libera all’uso di Leqembi (lecanemab), una terapia specifica per l’Alzheimer precoce, ma solo per una categoria di pazienti. Il Chmp “ha raccomandato di concedere un’autorizzazione all’immissione in commercio per Leqembi, per il trattamento del deterioramento cognitivo lieve (problemi di memoria e pensiero) o della demenza lieve dovuta alla malattia di Alzheimer (malattia di Alzheimer in fase precoce) in pazienti che hanno solo una o nessuna copia di ApoE4, una certa forma del gene per la proteina apolipoproteina E”, ha informato l’ente regolatore Ue in una nota. Il riesame dell’Ema ha dunque concluso che i benefici superano i rischi in una popolazione di pazienti limitata. Lecanemab è il primo farmaco che, se somministrato nelle fasi iniziali, può rallentare la progressione dell’Alzheimer. Ha già ricevuto il via libera negli Stati Uniti, in Giappone e nel Regno Unito.

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