Diabete di tipo 1, una cena speciale nei panni di chi non può mai perdere il controllo

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Per le persone con diabete di tipo 1 ogni pasto rappresenta una sfida. L’esperienza di un pranzo o una cena non è mai spensierata, ma condizionata costantemente da numeri e decisioni che hanno a che fare con i valori della glicemia, i grammi dei carboidrati nel piatto e le dosi di insulina da stimare. Insomma, mangiare diventa un’azione stressante. Tutti i giorni, per tutta la vita. Eppure questo aspetto è poco conosciuto, perché il diabete di tipo 1, patologia cronica di origine autoimmune che colpisce circa 300 mila persone in italia e un’incidenza in costante aumento, è una malattia invisibile. Di diabete di tipo 1 si ammalano anche i bambini: ogni anno in 12,26 su 100 mila, con maggior frequenza nei maschi rispetto alle femmine (13,13 contro l’11,35 rispettivamente) e il 25-40 % esordisce con una chetoacidosi diabetica, la complicanza più acuta del diabete, potenzialmente letale. L’incidenza, e conseguentemente la prevalenza, del diabete di tipo 1 sono costantemente cresciute nel corso degli ultimi decenni in tutto il mondo, divenendo oggi la malattia cronica più diffusa dell’infanzia e della adolescenza, rappresentando pertanto un problema emergente per la salute pubblica.

“Diabetable”: una cena esperienziale per capire cosa si prova

Ma in Italia di questa patologia – ancora frequentemente confusa con il diabete di tipo 2 – si conosce ancora poco. Per questo informare e creare consapevolezza sul diabete di tipo 1 è importante, e per per spiegare quali sono le difficoltà che chi ne soffre deve affrontare durante un pasto è nato il progetto “Diabetable: nei panni di chi non può mai perdere il controllo”. Una tavolta rotonda esperienziale, per la prima volta in Italia, dove rappresentanti delle istituzioni, associazioni di pazienti, aziende e media si sono seduti attorno a un tavolo per mettersi nei panni di chi vive la patologia, con l’obiettivo di creare consapevolezza in modo originale e innovativo, attraverso l’esperienza diretta e l’empatia. L’evento, nato da un’idea della nuotatrice con diabete di tipo 1 Monica Priore, è stato organizzato per la prima volta da Diabete Italia e One Health, rivista specializzata in tematiche riguardanti la salute, con il contributo non vincolante di Medtronic, azienda che fornisce tecnologie mediche che ha partecipato all’esperienza.

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