Dengue, leishmaniosi, lebbra, scabbia, ma anche rabbia, malattia di Chagas, echinococcosi cistica. Sono solo alcune delle 21 malattie tropicali neglette (Ntd, Neglected tropical diseases), così chiamate perché, nonostante siano responsabili di centinaia di migliaia di morti e colpiscano circa 1,6 miliardi di persone nel mondo, si fa poco o niente per contrastarle nei Paesi poveri dove tra malnutrizione e scarsa l’assistenza sanitaria trovano terreno fertile di coltura. Insieme queste malattie, causate da virus, batteri, parassiti e funghi, hanno un impatto sanitario globale nell’ordine di grandezza delle 3 “big killers”, ovvero Hiv/Aids, tubercolosi e malaria. Eppure non sono solo le aree tropicali più povere a doverne fare i conti: anche l’Italia è coinvolta con una stima di almeno 4-5 mila persone colpite finora. A fare il punto sull’incidenza delle malattie tropicali neglette è un comunicato dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e dell’Iss (Istituto superiore di sanità), pubblicato a ridosso della giornata mondiale del 30 gennaio a loro dedicata.
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