Le sostanze chimiche contenute in alcuni prodotti di uso quotidiano potrebbero influenzare negativamente lo sviluppo neurologico dei neonati durante la gravidanza. A sostenerlo è un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature Communications, secondo cui l’esposizione agli ftalati, cioè sostanze chimiche sintetiche impiegate nel confezionamento degli alimenti o nei prodotti per la cura della persona, potrebbe essere collegata a un anomalo sviluppo del cervello del feto. Come confermato dal medico e principale autore del rapporto, Donghai Liang, si tratta della prima ricerca che utilizza la metabolomica non mirata, cioè lo studio di tutte le piccole molecole o metaboliti in un sistema biologico, per collegare l’esposizione della madre ai ftalati con i metaboliti del neonato e, a loro volta, con lo sviluppo neurologico.
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