“Non esiste l’amore. Esistono gli amori: per il partner, per i figli, per gli amici, per gli altri, per la natura, per gli animali”. Spiega il Prof. Piero Barbanti, Direttore dell’Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell’IRCCS San Raffaele di Roma e Ordinario di Neurologia della stessa Università. “Una geografia affettiva che attraversa il cervello e la storia evolutiva della specie”. L’amore accade. Non si programma, non si calibra, non si mette in pausa, “altera il ritmo del corpo e la percezione del tempo, espone alla vulnerabilità e al rischio”. E proprio per questo, nell’epoca dell’efficienza e dell’algoritmo, è diventato culturalmente scomodo.
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