La ricerca scientifica, la prevenzione e il sostegno ai giovani ricercatori. Sono questi alcuni dei fronti su cui prosegue l’impegno della Fondazione Umberto Veronesi, nata nel 2003 per volontà dell’oncologo e oggi attiva nel finanziamento di progetti scientifici e iniziative dedicate alla lotta contro i tumori. A dieci anni dalla morte del suo fondatore – l’8 novembre 2016 all’età di 90 anni – l’attività dell’organizzazione continua a svilupparsi nel solco di una convinzione che ha accompagnato tutta la carriera di Veronesi: investire nella ricerca significa offrire nuove possibilità di cura ai pazienti. “Da oltre vent’anni sosteniamo la ricerca oncologica e promuoviamo l’importanza della prevenzione, portando avanti la visione del nostro fondatore, che ha dedicato la sua vita alla ricerca medica e alla cura dei pazienti malati di cancro”, si legge sul sito della Fondazione. Nel 2026 la Fondazione ha sostenuto 145 medici e ricercatori, attraverso 125 borse di ricerca post-dottorato e 20 borse di formazione e specializzazione. Sono stati inoltre finanziati 16 progetti di ricerca, quattro protocolli di cura in oncologia pediatrica e quattro piattaforme internazionali.
Accanto al sostegno alla ricerca, la Fondazione porta avanti iniziative di sensibilizzazione e prevenzione. Come “No Smoking Be Happy”, progetto nato nel 2008 per informare sui danni provocati dal fumo, e le “Pink Ambassador”, donne che hanno affrontato un tumore femminile e che partecipano ad attività di sensibilizzazione e raccolta fondi.
Un impegno particolare è rivolto anche all’oncologia pediatrica. Dal 2015, attraverso la collaborazione con AIEOP e FIEOP, la Fondazione sostiene protocolli di cura dedicati ai bambini colpiti da tumore. Tra le iniziative di raccolta fondi figura anche “Il Pomodoro per la ricerca”, progetto avviato nel 2018 proprio per contribuire a finanziare studi e cure in questo ambito.
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