Covid, perché Astrazeneca ha ritirato il vaccino? Ci sono rischi? Domande e risposte

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La multinazionale anglo-svedese AstraZeneca ha iniziato il ritiro a livello mondiale del suo vaccino contro il Covid-19 Vaxzevria. Decisione motivata dalla mancanza di domanda e dall’eccedenza di vaccini aggiornati attualmente disponibili sul mercato, che al contrario del proprio, non aggiornato da tempo, sono più efficaci contro le nuove varianti del virus. L’annuncio del ritiro ha sollevato dubbi e preoccupazioni, specialmente in relazione alle teorie diffuse dalla narrazione No Vax, secondo cui la decisione potrebbe essere correlata a presunti problemi di sicurezza del farmaco. Ad incentivare questa ipotesi è la notizia che AstraZeneca, il mese scorso, ha ammesso per la prima volta in documenti giudiziari che il vaccino «in casi molto rari, possa causare sindrome da trombosi con trombocitopenia». L’ammissione “originaria” però, se così possiamo definirla, risale al 2021, quando l’azienda aveva modificato il bugiardino del vaccino, a seguito del pronunciamento dell’Ema, che aveva confermato la presenza del raro effetto collaterale: delle trombosi, di fatto molto rare, che come indicato a suo tempo “non determinano un cambio del rapporto rischi e benefici del vaccino”. Ecco cosa sappiamo sui possibili effetti collaterali del vaccino Vaxzevria e perché l’annuncio dell’azienda non deve destare “nuove” preoccupazioni.

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