Il tema della liposuzione è tornato centrale dopo che una donna di 46 anni, originaria dell’Ecuador, è deceduta quando è stata colta da un malore nel corso di una liposuzione. Una tragedia arrivata a pochi mesi di distanza da due episodi simili: nel novembre scorso a perdere la vita era stata la 22enne Margaret Spada nel corso di un intervento di rinoplastica, a marzo, invece, la morte di Simonetta Kalfus, 62 anni, arrivata nel corso di una operazione di liposuzione. “Purtroppo dinanzi a una domanda molto aumentata” di chirurgia estetica “corrisponde una grossa offerta di interventi low cost e altamente insicuri”, ha detto a Timeline, approfondimento di Sky TG24, il professor Pietro Lorenzetti, specialista in chirurgia plastica. L’eventuale risparmio però, sottolinea l’esperto, “è un risparmio fittizio. Perché l’onorario del chirurgo resta lo stesso, si risparmia sulla sicurezza del paziente”. Il problema è che “si mette a rischio la vita dei pazienti”. Il professor Lorenzetti ha spiegato ancora che “la verità dei fatti è che ci sono dei rischi negli interventi. Non esiste chirurgia senza complicanze, la differenza tra un chirurgo onesto e uno non onesto è che il primo ti opera in una struttura idonea. E se c’è un problema, c’è un sistema di gestione e protezione che lo risolve”.
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