Un gesto spesso sottovalutato che può provocare un grave trauma cerebrale, fino al coma o alla morte. È il fenomeno della Sindrome del Bambino Scosso, al centro del primo rapporto italiano realizzato da Terre des Hommes. È una forma di violenza gravissima, spesso silenziosa, che può cambiare per sempre la vita di un neonato. Accade quando un adulto, sopraffatto dal pianto inconsolabile del bambino, lo scuote anche solo per pochi secondi. Un gesto apparentemente banale che può provocare lesioni cerebrali irreversibili e che, nei casi più gravi, può portare al coma o alla morte. “Parliamo di una condizione ancora largamente sconosciuta nel nostro Paese – spiega Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e Programmi Italia di Terre des Hommes – Eppure è una delle forme di trauma cranico abusivo più gravi nei bambini sotto i due anni. La sua pericolosità non sta nella durata del gesto, ma nella vulnerabilità del corpo del neonato”. I neonati, infatti, non sono adulti in miniatura. “La testa è proporzionalmente più grande e pesante, i muscoli del collo non sono ancora sviluppati e il cervello è più ricco di acqua” – chiarisce Sonia Bianchini, Dirigente medico pediatra dell’ASST Santi Paolo e Carlo – Ospedale San Carlo Borromeo di Milano. “Quando un bambino viene scosso, il cervello subisce movimenti violenti di accelerazione e decelerazione che possono causare emorragie, edema cerebrale e danni neurologici permanenti” – aggiunge Bianchini.
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