Sulla rivista Nature, i risultati di una ricerca internazionale sul cervello dei topi. Un passo avanti per studiare alcune patologie
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La “mappatura dei nei” non è il semplice controllo. Cosa fare per la diagnosi precoce del melanoma
L’importanza di un controllo che individua eventuali problemi tutelando la salute del paziente
Ipertensione: uno strumento online per aiutare i medici a personalizzare il trattamento
Trova l’ospedale di eccellenza per la cura dei disturbi cardiaci con il database di Ospedali
La musica (allegra) potrebbe aiutare contro il mal d’auto
Ascoltare canzoni che mettono buonumore sembra mitigare i sintomi della cinetosi e velocizzare il recupero. La musica triste, invece, peggiora le cose
L’esposizione a inquinanti modifica il cervello influenzando le scelte alimentari
Amanti di cibi grassi e pieni di zuccheri? Potrebbe essere colpa dell’esposizione a sostanze chimiche nocive durante l’infanzia. Lo studio dell’Università del Texas
Occhio pigro: cosa si può fare dopo i 50 anni e perché le lenti progressive a volte non funzionano
In questa rubrica, gli specialisti in oftalmologia rispondono a dubbi, perplessità e domande che riguardano la vista. Scrivete a salute@gedi.it
A lezione di respiro con l’apneista dei record Umberto Pelizzari
È stato primo a raggiungere i 150 metri di profondità, ha fatto delle tecniche di respirazione un mestiere
Nel mondo oltre 1 miliardo di persone convive con un disturbo mentale
Il dato emerso nell’ultimo rapporto dell’OMS del 2025 “World mental health today”
Influenza: meno rischi per il cuore con il vaccino ad alto dosaggio?
Potrebbe ridurre il rischio di pericarditi e miocarditi virali, rispetto al vaccino quadrivalente inattivato standard, stando a uno studio pubblicato su Jama Network Open. Che però presenta alcuni limiti
La dieta ricca di grassi all’origine di un forma aggressiva di asma nei bambini
Una ricerca suggerisce che un’alimentazione sbilanciata sarebbe una delle cause principali dell’insorgenza di alcune particolari forme di questa malattia, associate all’obesità infantile. Una scoperta che potrebbe aprire nuove possibilità di cura e di prevenzione

